La Misa Tango

Elementi stilistici e propri del tango possono essere la chiave espressiva di un’opera musicale che, la gran parte delle volte, viene eseguita in modo tradizionale. E’ il caso della Misa Tango – oppure denominata Misa a Buenos Aires – del compositore argentino Martin Palmeri che combina i testi sacri della messa latina con gli inconfondibili ritmi della musica “porteña”.

La Misa Tango è stata composta tra il 1995 e 1996 ed eseguita per la prima volta il 17 agosto 1996 dall’Orchestra Sinfonica Nazionale di Cuba a Buenos Aires. Dal punto di vista della scrittura musicale, si compone dei sei movimenti classici della messa cantata in latino: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei, eseguiti adeguatamente per voce, coro, bandoneón e orchestra. L’opera coniuga i caratteristici ritmi sincopati e le dissonanti armonie del tango con la scrittura per coro.

 

L’ispirazione di Martin Palmeri

Il Tango Nuevo di Astor Piazzolla è stato fonte di ispirazione per Palmeri. Infatti l’idea di Piazzolla era forgiata su un genere di tango innovativo, ideato per essere eseguito nelle sale da concerto. Perciò il musicista argentino decise di introdurre nel tango tradizionale alcuni componenti della musica contemporanea, producendo un genere molto articolato che va sotto l’espressione “musica colta”.

Lo stesso Martin Palmeri ha fatto tesoro delle proprie esperienze precedenti nel campo della musica e ha pensato alla realizzazione dell’innovativa Misa Tango: “Da due importanti esperienze – afferma il compositore  – nella mia storia musicale personale, organizzare musica da tango e dirigere cori, è emersa l’idea di scrivere un’opera che integri in qualche modo queste due esperienze che si sono sviluppate in modo indipendente. Ho sempre voluto organizzare il tango per gruppi corali, cercando di mantenere l’essenza del genere”.

Un’opera innovativa

L’obiettivo, continua Palmeri,  è stato quello di “mantenere il linguaggio armonico, i ritmi, i disegni melodici e tutte le caratteristiche del tango all’interno della partitura orchestrale, permettendo così al coro di cantare”.  La scelta di includere il testo latino nella composizione assume un significato ben specifico: “La mia decisione – conclude l’argentino – ha un valore estetico: il latino conferisce all’opera una qualità riservata ed esoterica che, dal mio punto di vista, ha molto a che fare con il tango, in particolare il tango progressivo”.

La Misa Tango, dunque, si pone come un’opera innovativa che continua ad avere una grande risonanza nel mondo. Infatti l’opera è stato eseguita in Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Cile, Stati Uniti, Israele e in molti paesi europei sotto la direzione di prestigiosi direttori: Fernando Alvarez, Mario Benzecry, Nestor Andrenacci, Nestor Zadoff, Joseph Prats, Ligia Amadio , Eberhard Metternich, Michel Piquernal, Thomas Kammel, Roberto Luvini, Alejandro Rutty, Saul Zaks e molti altri.