La marcia in più del Sì alla Vita

Dire di Sì alla Vita non è affatto semplice, ma la forza dirompente di Gesù Cristo può dare una marcia in più per affrontare le sfide presenti e future. E’ questo l’autentico messaggio che si prepone di diffondere il musical “Il Sì alla Vita”, diretto da Don Michele Larocca e interpretato dai ragazzi della parrocchia “Maria Santissima dell’Addolorata”.

L’evento è stato collocato appositamente nel periodo natalizio in quanto vuole riscoprire, attraverso diversi brani musicali contemporanei, le caratteristiche e gli insegnamenti dei protagonisti del Natale, presenti nel Vangelo. “E’ una catechesi musicale – afferma Don Michele Larocca – che propone un cammino di viaggio interiore. Ciascun personaggio, mediante il carisma del canto, lancia input su cui riflettere”. Ogni protagonista trasmette sentimenti negativi, ad esempio Erode “emblema dell’odio, del rifiuto della vita”, e positivi rivolgendo lo sguardo a Giuseppe “uomo responsabile che custodisce la vita e il dono prezioso della paternità”.

Speranza in Dio per oltrepassare le difficoltà

La parola d’ordine è ‘speranza’ raffigurata, come rimarca il parroco della Chiesa Maria Santissima Addolorata,  dalla “presenza del Dio dei cristiani, il Dio della Vita che è venuto ad indicare la rotta attraverso Gesù e ad annunciare una vita nuova” nonostante “un mondo attuale costituito da forme di psicosi, angoscia, nostalgia del passato e preoccupazione del presente”.

Riflettendo sulla vita, del vissuto di ogni persona, non esistono ricette preconfezionate per affrontare le relative difficoltà: “La vita è un mistero che si dischiude all’uomo solamente vivendolo e non studiandolo: l’uomo non è in grado di saperlo contenere e neanche di decifrarlo. Però – asserisce Don Michele Larocca – l’uomo può superare i mille pericoli dell’esistenza umana solo lasciandosi illuminare dalla grazia di Dio. La vita è bella in tutte le sue sfaccettature soprattutto se si ha il coraggio di prendere la propria croce portandola fino in fondo”.

Gli effetti benefici del musical, negli anni precedenti, si sono riversati sui partecipanti: “E’ bellissimo – conclude il sacerdote – come alcuni dei protagonisti hanno avuto la gioia di tornare a credere, dopo un lungo periodo di allontanamento dalla fede e dalla chiesa. E’ stato uno straordinario input per chi partecipa”.