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Giuseppe il Misericordioso


Con il monologo di Pietro Sarubbi “Giuseppe il Misericordioso” prosegue sabato 15 dicembre a
Matera, nell’Auditorium della parrocchia Maria Madre della Chiesa alle ore 20, il progetto di
Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “I Cammini – Tracce di religiosità nelle diocesi della
Basilicata”, coprodotto dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina, dall’Associazione Parco Culturale
Ecclesiale “Terre di Luce” e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, patrocinato dal Pontifico
Consiglio della Cultura e dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza
Episcopale Italiana.
“Giuseppe il Misericordioso” è il nuovo spettacolo di Sarubbi, un monologo che, come quello su
San Pietro, affronta la vita e l’esperienza di una delle colonne del Cristianesimo dal punto di
vista del quotidiano, confrontandosi con l’esperienza dell’uomo, partendo dall’aspetto più
carnale e immediato. Giuseppe è agli ultimi giorni della sua vita, Maria è andata a cercare Gesù perché possa
tornare a benedire il padre morente; Giuseppe, febbricitante e solo, si ritrova con un vecchio
amico in falegnameria e a lui racconta tutta la sua vita, ripercorrendo i momenti più
emozionanti vissuti dal Custode del Redentore, tra sorrisi ed emozioni fino a quando tutto
diventa chiaro.

La regia è di Giacinto Ruzzi, che con abilità e delicatezza ci porta per mano a vivere la
quotidianità che vissero i componenti della Sacra Famiglia.

“Perché fare uno spettacolo su San Giuseppe e perché proprio io decido, oggi, di fare uno
spettacolo che racconti la vita e la figura di San Giuseppe?
Proprio oggi questa figura diventa o meglio ritorna centrale nella mia vita di Cristiano. – spiega
Sarubbi – Sono imprevedibilmente partito da Barabba (interpretandolo nel magistrale film “The
Passion” con la regia di Mel Gibson), capitatomi per caso o esattamente per generosità dello
Spirito Santo. Da lì comincio a capire e a camminare con le mie gambe e grazie al decennale Cammino di
Fede incontro la gigantesca figura di San Pietro, il cui studio e la conseguente rappresentazione
diventano il mio carnale Centuplo, segno di una immeritata preferenza.
Dopo tre anni di studi e “immedesimazioni” afferenti al primo Vescovo di Roma, la mia miseria
umana si trova a fare i conti con le difficoltà dell’essere padre, dell’essere marito e dell’essere
un lavoratore onesto, certo che valga la pena vivere ed essere venuto al mondo solo se si
riesce a vivere nel Cammino del Signore… e come fare? E qui viene in soccorso la scintilla che
scocca in me incontrando “per caso” (ma questo per caso è dubbio) un testo sulla vita e la
figura di San Giuseppe. Quindi, l’inizio di un nuovo studio a cui seguirà un nuovo spettacolo e
un nuovo libro, ma soprattutto un nuovo modo di vivere la vita, facendo della Misericordia e
del voler bene un mestiere”.

Lo spettacolo “Giuseppe il Misericordioso”, un atto unico di circa 60 minuti senza intervallo,
rientra nel Cammino dell’Avvento e del Natale.


PIETRO SARUBBI è nato a Milano nel 1961. Studia Regia e Comunicazione all’Università popolare dello
spettacolo di Napoli e segue il corso di Regia presso la Civica scuola d’Arte drammatica del Piccolo Teatro
di Milano. Inizia il suo percorso artistico nel 1979 lavorando in teatro. Nel 1980 arrivano i primi contratti
Rai per Portobello, Fantastico e numerosi film tv. Debutta nel cabaret con Zelig e dal 1985 partecipa a
film-tv, fiction e sit-com di successo tra cui Casa Vianello e Camera Cafè. La presenza fissa al Maurizio
Costanzo Show gli dà grande notorietà.
In teatro lavora con Zeffirelli, Lavia, Kantor, Finzi Pasca e Sixty,
nel cinema con grandi registi italiani (Gabriele Salvatores, Nanny Loy, Dino Risi…), ma sono due registi
stranieri ad affidargli i ruoli più importanti: John Madden, regista britannico celebre per “Shakespeare in
love” (1998), lo sceglie “per la mia faccia e la mia umanità” nel cast di "Il mandolino del capitano Corelli",
dove recita al fianco di Nicolas Cage, Penelope Cruz e John Hurt. Mel Gibson gli affida il ruolo di Barabba
in “La passione di Cristo” (2004). Quest’ultima interpretazione segna l’inizio di un cammino di
ripensamento della propria vita e di conversione che lo porta a un convinto abbraccio della vita cristiana e
della Chiesa. È autore SIAE rappresentato dal 1993, iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 2000, regista per il
teatro, conduttore televisivo, scrittore, si occupa anche di formazione aziendale.
È docente del corso di
Regia presso Milano Cinema e Televisione, dipartimento di Fondazione Milano.

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